Documentari in concorso

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TEMA:

CINEMA E CIBO

 

 

TERRE ROSSE  I GIOVANI   I VECCHI   LA TERRA   LA MAFIA

di David Fratini
In Italia, tra immobili, terreni e aziende, si contano quasi 13.000 beni confiscati alle mafie.
Da anni volontari giovani e anziani lavorano insieme in questi campi della legalità. Il documentario racconta il loro rapporto, lo scambio di punti di vista, il loro legame con la terra, la loro idea di Mafia.

COW SPIRACY

di Kip Andersen, Keegan Kuhn
Co-prodotto da Leonardo di Caprio The Sustainability Secret è un innovativo lungometraggio nel quale un intrepido regista (Kip Andersen) svela l’industria più distruttiva del mondo contemporaneo, indagando a fondo i motivi per cui le principali organizzazioni ambientaliste mondiali hanno paura diparlarne.
L’allevamento di animali è la principale causa di deforestazione, consumo d’acqua, inquinamento e produzione di effetto serra; nonché della distruzione della foresta pluviale con la conseguente estinzione delle specie indigene e del loro habitat;dell’erosione del manto terrestre, delle cosiddette “zone morte” oceaniche e di ogni altra forma di malattia ambientale.
Nonostante ciò, questa pratica va avanti senza che nessuno si opponga. Mano a mano che Kip Andersen si avvicina ai vertici dei movimenti ambientalisti, scopre quello che sembra un rifiuto intenzionale a mettere in discussione gli allevamenti intensivi, mentre difensori e paladini dell’industria lo mettono in guarda sui rischi alla sua libertà e persino per la vita, in caso osi proseguire nella sua indagine.

LA GRANDE AVVENTURA DEL CIBO

di Daniele Ciri
Un viaggio intorno al mondo alla ricerca dei luoghi e delle comunità dove il tempo si è fermato e questa storia è ancora viva. Una storia fatta di tradizione e innovazione, potere e disperazione, speranza e creatività. Una grande chiave di lettura per capire il mondo del cibo. Racconta la storia di come ci siamo procurati da mangiare, ma soprattutto la storia di come questo sia sempre stato lo stimolo di ogni grande tappa dell’umanità. E di come ogni innovazione nella produzione di cibo abbia sempre cambiato anche (con alti e bassi) qualità della vita, cultura, rapporti di potere all’interno delle società e fra regioni del mondo, salute, abitudini, costumi. Non è insomma una storia dell’agricoltura, ma una storia dell’inventività umana piena di sorprese, che può toccare tutti, e che dà tutto un altro significato al celebre aforisma secondo il quale “noi siamo quello che mangiamo”.

COSI MANGIAVANO
di Giancarlo Rolandi
Il cinema è un mondo traboccante di cibo: fotogrammi, sequenze, scene, interi film. Il cibo può essere uno spunto, un tema, uno sfondo, una comparsa o un protagonista assoluto.
Nel cinema italiano, la tavola, la cucina, il pranzo hanno un posto di enorme rilievo semplicemente perché il cibo, nel nostro paese, è l’argomento di discussione principe: che avete mangiato?, come lo faceva mia nonna, quel ristorantino un poco nascosto, il brodetto di Porto Chiaro è nettamente superiore a quello di Porto Scuro, matriciana e non amatriciana, le olive assolutamente no e via discorrendo.
Un filmato che usa le lenti del cinema per inquadrare e proiettare ricordi di piatti e di film che scorrono a comporre un percorso nel gusto e nella società tra il dopoguerra al trasferimento del cibo in televisione. E’ la storia della rivoluzione sociale che trasforma radicalmente l’Italia, dell’abbandono della campagna per le città, della crescita dei modelli consumistici. E dell’incredibile capacità della cucina italiana di rimanere vitale. Tutto ha inizio con una smisurata fame.
Spezzoni di film, repertorio, citazioni recitate da attori che interpretano  personaggi del cinema italiano del passato, libri, e immagini che compongono un viaggio nel gusto del cinema italiano per raccontare il passaggio dalla fame alla sovrabbondanza. E alla capacità di immaginare un futuro diverso per la produzione alimentare, una capacità auspicabile quanto necessaria
.

CHE MONDO SAREBBE SENZA...

 di Sabrina Giannini
Uno degli ingredienti più diffusi e controversi è l’olio di palma. Presente nel 50% dei prodotti industriali (anche nel latte artificiale per bambini), è da qualche anno proprio al centro del dibattito sulla sostenibilità che le grandi aziende dell’agroalimentare stanno intraprendendo. Ma quanto è credibile la certificazione di sostenibilità ed è possibile che, alimentandoci in eccesso, possiamo mettere a rischio intere popolazioni e l'atmosfera?

LO ZUCCO

di Lidia Rizzo
Sicilia 1862. Era uno dei vini più famosi al mondo, prodotto da uno degli uomini più ricchi del mondo. L’uomo era  il Duca D’Aumale,  figlio del Re dei Francesi, il vino era Lo Zucco, ed era un vino naturale.
Le vin de  Zucco  era un vino famoso, fu prodotto in Sicilia dal 1854 da uno degli uomini più ricchi del mondo. Il Duca Henri d’Aumale, figlio di Luigi Filippo, Re dei Francesi, visse il suo esilio tra l’Inghilterra e la tenuta dello Zucco in Sicilia, collezionando libri e opere d’arte. Realizzò a Chantilly in Francia, la collezione di dipinti seconda dopo il Louvre. Diede lavoro a 4000 contadini di Montelepre in Sicilia. Amò il suo vino e la sua tenuta di Zucco fino a ritornarci per morirvi. Oggi la fattoria dello Zucco, emana ancora l’incredibile fascino di quella avventura, Pietro, agricoltore biologico è ritornato nel luogo della sua infanzia, seguendo una voce misteriosa… Il richiamo dello Zucco oltrepassa la barriera del tempo… Nel film, lo storico degli Orleans, Salvo Di Matteo e l’ultima apparizione del grande, fotografo editore, Enzo Sellerio, anch’egli recentemente scomparso.
La regista: “Non avrei mai immaginato che dove il grande Vatel custodì la ricetta della sua crema Chantilly, oggi avrei trovato il segreto di un vino siciliano”.

RECUP

di Alessio Garlaschelli
Recup è un viaggio attraverso i metodi di recupero del cibo invenduto. Si parte da Milano, dal lavoro delle associazioni caritatevoli che operano nella grande distribuzione, per arrivare alle giovani iniziative spontanee nate nei mercati rionali.
Dal "Pane quotidiano" al "Banco alimentare"; dal mercato di viale Papiniano alla "Discosoup" di Nantes.
Storie di donne e uomini che hanno deciso di impegnarsi contro lo spreco di cibo. E contro la fame.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 


 

 

 


 

 

 


 


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di David Fratini

In Italia, tra immobili, terreni e aziende, si contano quasi 13.000 beni confiscati alle mafie.

Da anni volontari giovani e anziani lavorano insieme in questi campi della legalità. Il documentario racconta il loro rapporto, lo scambio di punti di vista, il loro legame con la terra, la loro idea di Mafia.

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